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Protezione · Bologna e provincia

Protezione dei pannelli fotovoltaici a Bologna

Chiusura del perimetro sotto i moduli e barriere fisiche contro volatili e roditori. Fissaggio a clip, senza forare il telaio.

Il vuoto sotto i moduli è il problema

Un impianto su tetto a falda è montato su staffe che lo sollevano di 8-15 cm dal manto di copertura. Quell'intercapedine è necessaria: serve a far circolare aria e a raffreddare i moduli, perché un pannello caldo produce meno.

Dal punto di vista di un colombo, però, è la cavità perfetta: coperta dalla pioggia, calda d'inverno per il calore del tetto, ombreggiata d'estate, inaccessibile a gatti e rapaci, con un ingresso stretto e nessun predatore. Non è un caso se scelgono quella: è la nicchia ecologica migliore in tutto il quartiere.

Non serve dissuaderli. Serve togliere l'accesso.

Cosa succede quando ci si mettono

  • Guano in accumulo continuo sotto e davanti ai moduli, con dilavamento sul vetro a ogni pioggia. È acido: attacca i sigillanti e macchia il vetro in modo tenace.
  • Materiale di nido — rametti, piume, paglia — che ostruisce l'intercapedine, blocca la ventilazione e fa lavorare i moduli più caldi. Il materiale secco, sotto un impianto in tensione, è anche un problema di rischio incendio.
  • Gronde intasate dal materiale che scivola giù, con scarichi che finiscono in facciata.
  • Cavi rosicchiati: i nidi attirano roditori, e i roditori mangiano le guaine.
  • Parassiti: acari e zecche del piccione, che dal nido passano al sottotetto e agli ambienti interni.

Come si chiude, e come non si chiude

Il perimetro si chiude con rete in acciaio inox o acciaio plastificato a maglia 20-25 mm, agganciata al telaio dei moduli con clip in acciaio inox che si infilano fra telaio e vetro. Nessun foro, nessuna vite, nessun silicone sul telaio: forare il telaio di un modulo annulla la garanzia e crea un punto di ingresso per l'acqua.

Prima di chiudere si bonifica. Chiudere sopra un nido attivo o sopra il guano accumulato significa sigillare il problema all'interno, con un risultato peggiore di prima: materiale organico che marcisce in un vano ora inaccessibile.

Non funziona: la rete in plastica, che gli uccelli aprono in una stagione; il gel repellente, che con il sole di luglio cola sul vetro; il rapace di plastica, che smette di spaventarli in una settimana. Il perimetro chiuso in acciaio funziona perché non è un deterrente psicologico, è un ostacolo fisico.

Domande frequenti

Protezione pannelli: le domande più comuni

La rete riduce la ventilazione dei moduli?

Con la maglia corretta no. Una maglia da 20-25 mm ha un rapporto di vuoto superiore all'80% e non ostacola la circolazione dell'aria nell'intercapedine. È la rete a maglia fine, o peggio la lamiera forata, a creare problemi: blocca l'aria, i moduli lavorano più caldi e la resa cala.

Quanto dura?

La rete in acciaio inox su clip inox dura quanto l'impianto, senza manutenzione. Le versioni in acciaio plastificato costano meno e durano meno, tipicamente dai dieci ai quindici anni, perché il rivestimento si degrada ai raggi UV. In zone con aria aggressiva — allevamenti, vicinanza al mare, ambienti industriali — l'inox è l'unica scelta sensata.

Si può fare su un impianto già colonizzato?

Sì, ed è il caso più frequente, ma l'ordine conta: prima si bonifica, poi si chiude. La bonifica comprende rimozione del guano e del materiale di nido, disinfezione del sottomodulo e lavaggio dei moduli. Solo dopo si posa la rete. Chiudere prima di bonificare significa sigillare il problema dentro.

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