Pulizia · Bologna e provincia
Pulizia pannelli fotovoltaici a Bologna
Lavaggio di moduli residenziali con acqua demineralizzata a osmosi inversa e spazzole in fibra morbida. Nessun detergente, nessun alone, nessun contatto con la superficie attiva.
Perché l'acqua di rubinetto peggiora le cose
L'acqua di rete a Bologna e in provincia è dura: ricca di calcio e magnesio. Quando evapora sul vetro lascia i sali dove stava la goccia, e il risultato è una costellazione di aloni bianchi che riflettono la luce invece di lasciarla passare. Il pannello sembra pulito bagnato ed è peggiorato asciutto.
Noi usiamo acqua passata a osmosi inversa e demineralizzata sotto le 10 ppm di residuo fisso. Priva di sali, evapora senza lasciare nulla: non serve risciacquo, non serve asciugatura, non resta pellicola. È lo stesso principio con cui si lavano le vetrate degli edifici alti, dove nessuno può passare uno straccio a fine lavoro.
Il secondo motivo per cui non usiamo detergenti è che i tensioattivi lasciano un film leggermente adesivo sul vetro. Quel film trattiene il pulviscolo: il modulo torna sporco più in fretta di prima e chi ha pagato la pulizia si convince che pulire non serva.
Cosa togliamo davvero, e cosa pesa di più
Non tutto lo sporco costa uguale. Uno strato uniforme di polvere fine su tutto l'impianto attenua la luce in modo omogeneo e la perdita è modesta, tipicamente qualche punto percentuale. Il danno serio arriva dalle ombre concentrate:
- Guano di volatili. Opaco, acido, aderente. Copre poche celle ma le copre del tutto.
- Foglie e detriti incastrati sul bordo basso, contro il telaio, dove non arriva la pioggia.
- Muschio e licheni lungo il filo inferiore del vetro, sulle falde ombreggiate o esposte a nord.
- Velature calcaree e residui di cantiere: schizzi di malta, intonaco, boiacca dopo lavori sul tetto.
Questo conta perché le celle di una stringa sono in serie: la cella più in ombra fa da collo di bottiglia per tutte. Il diodo di bypass interviene e taglia fuori un intero sotto-modulo. Ecco perché una macchia grande come una mano può togliere una frazione di produzione molto superiore alla sua superficie.
Come lavoriamo sul tuo tetto
Sul modulo non si sale e non si cammina, mai. Il vetro temperato regge il carico distribuito della neve ma non un carico puntuale su un punto solo: il rischio sono le microfratture, che non si vedono a occhio nudo e che nei mesi successivi diventano celle spente. Si lavora dal perimetro con aste telescopiche in fibra, oppure da trabattello o piattaforma aerea quando la copertura lo richiede.
La spazzola è in fibra morbida, mai setole rigide né spugne abrasive: il vetro dei moduli ha un rivestimento antiriflesso che si rovina con l'abrasione, e una volta rovinato la resa cala in modo permanente.
Non usiamo idropulitrici ad alta pressione. Il getto forzato spinge acqua nei sigillanti perimetrali e nelle scatole di giunzione: è il modo più rapido di trasformare una pulizia in un guasto.
Cosa vedi nella scheda di intervento
A fine lavoro lasciamo una scheda con le foto prima e dopo, le anomalie eventualmente riscontrate e la data consigliata per il passaggio successivo. Durante il lavaggio si sta a pochi centimetri dai moduli con buona luce: è il momento in cui si notano cose che dal cortile non si vedono — crepe nel vetro, delaminazioni, ossidazioni sotto i backsheet, connettori MC4 anneriti, morsetti allentati.
Se troviamo qualcosa ti avvisiamo prima di proseguire. La scheda serve anche a documentare come si è operato, in caso di contestazioni sulla garanzia dei moduli.
Domande frequenti
Pulizia pannelli fotovoltaici: le domande più comuni
Ogni quanto va pulito un impianto fotovoltaico?
In pianura bolognese l'intervallo tipico è di una pulizia l'anno, a fine primavera. Si passa a due interventi in collina e in Appennino, dove il carico di foglie e muschio è alto, e in tutti i casi in cui l'impianto confina con campi, cantieri, stalle o strade a scorrimento. Il guano di piccione fa storia a sé: si interviene appena compare.
La pioggia non basta a pulirli?
No, e spesso peggiora. La pioggia dilava il pulviscolo verso il bordo basso del modulo e lì lo lascia, contro il telaio, dove si compatta in una fascia scura. Inoltre l'acqua piovana non toglie il guano, il muschio, le velature calcaree e i residui grassi come la fuliggine. Aiuta solo con la polvere leggera su falde molto pendenti.
Rischio di far decadere la garanzia dei moduli?
Non se si lavora correttamente. Le garanzie decadono per fori nel telaio, abrasioni del vetro, carichi puntuali sulla superficie e uso di prodotti chimici non ammessi. Per questo non si cammina sui moduli, non si usano attrezzi metallici, non si usano detergenti e la scheda di intervento documenta il metodo.
Quanto dura la pulizia di un impianto residenziale?
Un impianto domestico da 3 a 6 kW su tetto a falda accessibile richiede di norma dalle due alle quattro ore, trasferta esclusa. Se serve una piattaforma aerea si aggiunge il tempo di posizionamento del mezzo.
Dove
Pulizia pannelli fotovoltaici nei comuni di Bologna
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