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Grondaie · Bologna e provincia

Pulizia grondaie a Bologna

Svuotamento dei canali, verifica dei pluviali, lavaggio e prova di scorrimento. Spesso è lo stesso intervento della rimozione detriti dai pannelli.

Una gronda otturata non è un problema di gronda

È un problema di muro. Quando il canale si riempie, l'acqua non sparisce: tracima dal bordo e cade in verticale lungo la facciata, proprio dove non deve. In poche stagioni si vedono le conseguenze — macchie verdi di alghe, intonaco che si sfoglia, cappotto che si scolla, e se lo scarico è dal lato sbagliato, umidità di risalita nella muratura.

Il costo di un ripristino di facciata sta su un ordine di grandezza completamente diverso da quello di una pulizia stagionale. È una delle poche manutenzioni edilizie in cui il rapporto fra spesa evitata e spesa sostenuta non è discutibile.

Con il gelo la faccenda peggiora: l'acqua ferma nel canale congela, il ghiaccio dilata, e le staffe si aprono o il canale si deforma. In Appennino è la causa più comune di gronde da sostituire.

Come lavoriamo

  1. Rimozione a mano del materiale grossolano — foglie, terriccio, muschio, nidi — con raccolta in sacco, senza spingerlo nei pluviali.
  2. Verifica dei pluviali dall'imbocco: è lì che si formano i tappi veri, ed è lì che non guarda nessuno.
  3. Lavaggio del canale e prova di scorrimento con acqua, per verificare che tutto scarichi e che le pendenze siano ancora corrette.
  4. Controllo di staffe, giunzioni, converse e scossaline, con segnalazione dei punti che stanno per cedere.
  5. Verifica dello scarico a terra: pozzetto, griglia o dispersione. Un pluviale perfetto che scarica in un pozzetto intasato non serve a nulla.

Se troviamo tratti ammalorati, staffe partite o giunzioni che perdono, lo segnaliamo e preventiviamo a parte la riparazione: non facciamo lavori non concordati.

Quando

Fine novembre, a caduta foglie completata, è il passaggio che conta: si arriva all'inverno con i canali liberi e si evita il ciclo gelo-disgelo su acqua ferma.

Un secondo passaggio a fine primavera serve dove ci sono conifere, che perdono aghi tutto l'anno, o piante che producono molti semi e infiorescenze — tigli, aceri, pioppi.

Sugli edifici in Appennino sotto chioma di faggio o castagno due passaggi sono il minimo, e chi ha il tetto direttamente sotto il bosco spesso ne fa tre.

Domande frequenti

Pulizia grondaie: le domande più comuni

Ogni quanto vanno pulite le grondaie?

Una volta l'anno a fine autunno è il minimo per un edificio senza alberi vicini. Con alberi a distanza di chioma servono due passaggi, autunno e primavera. Sotto conifere o in Appennino sotto bosco, due o tre. Il criterio pratico: se dopo un temporale vedi acqua che tracima dal bordo del canale invece di uscire dal pluviale, sei già in ritardo.

Le reti paraflglie funzionano?

Le griglie e le spugne parafoglie riducono il materiale grossolano ma non eliminano la manutenzione: il pulviscolo e le foglioline piccole passano lo stesso e si accumulano sotto la griglia, dove poi è più scomodo arrivare. Su edifici sotto conifere sono spesso controproducenti, perché gli aghi ci si conficcano dentro e formano un feltro impermeabile: l'acqua non entra più nel canale e scavalca il bordo.

Pulite anche i pluviali intasati?

Sì. Il canale in vista è la parte facile; i tappi seri si formano all'imbocco del pluviale e nelle curve. Si liberano con sonda e lavaggio. Se il tappo è nel tratto interrato o nel pozzetto la cosa cambia natura e va valutata a parte, perché lì serve un'attrezzatura diversa.

Pulizia grondaie: chiedi un preventivo

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