Calendario
Ogni quanto pulire il fotovoltaico: il calendario per la provincia di Bologna
Una volta l'anno o due? Dipende dalla zona. Il calendario differenziato per pianura, collina, Appennino e circondario imolese.
La risposta standard è «una volta l'anno». È una media, e come tutte le medie descrive male i casi reali. In provincia di Bologna si passa dalla pianura a 10 metri sul livello del mare al Corno alle Scale: dire che tutti questi posti hanno lo stesso calendario è dire poco.
Pianura bolognese: una volta l'anno, a fine maggio
Il momento migliore è fine maggio o inizio giugno. È il punto in cui la stagione dei pollini è finita e le arature primaverili anche, quindi il grosso del carico dell'anno è già caduto. Pulendo lì arrivi pulito a luglio e agosto, che sono i mesi in cui l'impianto produce di più: ogni punto percentuale recuperato vale più che a novembre.
Il secondo passaggio, a fine ottobre, ha senso se l'impianto confina con campi coltivati, con una strada a scorrimento, con un cantiere o con una stalla. Serve a togliere il carico estivo prima che la nebbia padana lo tenga umido per tre mesi e lo cementi al vetro.
Comuni tipici: San Giovanni in Persiceto, Medicina, Molinella, Budrio, Crevalcore.
Prima collina: due passaggi, il secondo è quello che conta
In collina le falde sono pendenti e la pioggia lavora meglio sulla polvere. Ma arriva il carico organico, e cambia tutto.
Primo passaggio a fine primavera, per polline e velature calcaree. Secondo passaggio a novembre, a caduta foglie completata: è quello decisivo. Si liberano moduli e gronde dal materiale organico prima che l'inverno lo trasformi in un tappeto fradicio contro il telaio, e si tratta il muschio finché è sottile.
Chi salta il passaggio autunnale in collina arriva a marzo con il bordo basso delle celle in ombra e non capisce perché la primavera renda poco.
Comuni tipici: Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Pianoro, Monte San Pietro, Zola Predosa.
Appennino: novembre, e la finestra è stretta
Il passaggio che conta è a novembre, a caduta foglie conclusa e prima delle gelate. Si toglie il carico organico da moduli e gronde, si evita che l'acqua ristagni e geli contro il telaio, si aggredisce il muschio finché si può.
Secondo passaggio a primavera inoltrata, quando la neve è andata: serve per ciò che lo scioglimento ha trascinato e compattato sul bordo basso, più la fuliggine accumulata nei mesi di riscaldamento a legna.
D'inverno alle quote alte non si sale, e non è prudenza commerciale: una falda ghiacciata non è una superficie su cui si possa lavorare.
Comuni tipici: Monghidoro, Loiano, Castiglione dei Pepoli, Lizzano in Belvedere, Alto Reno Terme.
Circondario imolese: dopo i trattamenti
Qui il fattore dominante non è la polvere, sono i frutteti. Fra aprile e settembre i trattamenti a base di rame e zolfo vengono nebulizzati e la deriva raggiunge i tetti vicini, lasciando velature biancastre che l'acqua piovana non toglie.
Il passaggio giusto è quindi a fine estate o inizio autunno, a trattamenti conclusi: si tolgono le velature prima che si fissino per l'inverno. Un secondo intervento a fine primavera conviene a chi confina direttamente con frutteti in produzione.
Comuni tipici: Imola, Mordano, Dozza, Castel Guelfo.
Le eccezioni che riscrivono il calendario
Ci sono situazioni in cui il calendario non conta e si interviene subito:
- Guano. Peggiora ogni settimana perché è acido e si fissa. Non si aspetta.
- Dopo lavori edilizi sul tetto o accanto: i residui cementizi vanno via finché sono freschi. Dopo diventa un altro mestiere.
- Dopo una grandinata. Non per pulire, ma per guardare. Le microfratture da grandine non si vedono a occhio nudo e vanno cercate con una termografia finché la polizza è attivabile: chiedila subito al tuo installatore.
- Calo improvviso di produzione. Quello non è sporco: è un guasto. Pulire non risolve.
Domande frequenti
Meglio pulire in primavera o in autunno?
In pianura, primavera: si arriva puliti ai mesi di massima produzione. In collina e in Appennino l'autunno è più importante, perché toglie il carico di foglie prima che l'inverno lo compatti contro il telaio. Chi fa due interventi li mette in entrambi i momenti.
Se piove molto posso saltare la pulizia?
No, ed è un equivoco frequente. La pioggia sposta il pulviscolo verso il bordo basso e lo compatta lì, che è la posizione peggiore. Non tocca guano, muschio, velature calcaree e fuliggine. Un'annata piovosa non riduce la necessità di pulire: cambia solo la distribuzione dello sporco.