Bologna e provincia — 60 comuni serviti

Stagionalità

Pulizia pannelli d'inverno o d'estate: cosa cambia

Non è una questione di preferenza. La temperatura del vetro, lo shock termico e le ore di luce cambiano il risultato e il rischio.

La domanda sembra banale e non lo è, perché c'è un vincolo fisico che decide quasi tutto: la temperatura del vetro.

Il vincolo che nessuno considera: lo shock termico

Un modulo fotovoltaico esposto al sole di luglio, alle due del pomeriggio, ha il vetro a 60-70 °C. Non è la temperatura dell'aria: è quella della superficie, che assorbe radiazione tutto il giorno.

Se su quel vetro getti acqua a 15 °C, crei un differenziale di oltre 50 gradi in pochi secondi. Il vetro temperato lo tollera meglio di un vetro comune, ma è comunque una sollecitazione che non ha senso infliggere, e su moduli che hanno già microfratture invisibili — magari da una grandinata di due anni fa — può essere il colpo che le fa propagare.

Ha un altro effetto immediato e visibile: l'acqua evapora prima di scorrere. E l'acqua che evapora sul posto lascia lì tutto quello che aveva raccolto. Con acqua demineralizzata i sali non ci sono, ma lo sporco disciolto sì: si riasciuga sul vetro e il pannello resta sporco.

Per questo si lavora al mattino presto, di sera, o in giornata coperta. Non è una preferenza dell'operatore: è l'unico modo per ottenere sia sicurezza sia un risultato pulito.

Estate: sì, ma alle sei del mattino

L'estate ha un vantaggio reale: è il periodo in cui l'impianto produce di più, quindi ogni punto percentuale recuperato vale di più che in altri mesi.

Ha però il vincolo orario. Le finestre utili sono la prima mattina, prima che il sole scaldi il vetro, e la sera tardi. A luglio significa cominciare alle sei. E le giornate coperte, che sono le migliori in assoluto per lavorare, sono anche le meno prevedibili.

C'è poi un dettaglio pratico: a luglio, su un tetto in coppi esposto a sud, si sta male. Non è un problema del cliente, ma influisce sulla qualità del lavoro di chiunque.

Inverno: il vetro è freddo, il tetto è scivoloso

D'inverno il problema dello shock termico non esiste: il vetro è alla temperatura dell'aria e l'acqua scorre come deve.

Ne subentrano altri due, più seri.

Il gelo. Sotto lo zero l'acqua lasciata sul modulo, nelle fughe e nelle gronde congela. Il ghiaccio nelle gronde le apre; il ghiaccio sul vetro non danneggia il modulo ma rende il tetto una superficie su cui è impossibile lavorare. In Appennino, da dicembre a febbraio, alle quote sopra i 600 metri semplicemente non si sale.

La luce. A dicembre alle 16:30 è buio. Le ore utili sono poche, e un lavoro fatto di fretta al tramonto è un lavoro fatto male.

C'è anche un argomento economico: pulire a dicembre significa recuperare produzione nei mesi in cui l'impianto produce meno di tutti. Il beneficio arriva comunque, ma arriva tardi.

Le due stagioni giuste

Fine primavera — maggio, inizio giugno. Il carico invernale e primaverile è caduto tutto, il vetro non è ancora rovente al mattino, le giornate sono lunghe, e si arriva puliti al picco produttivo estivo. È la finestra migliore per la pianura bolognese.

Autunno — fine ottobre, novembre. Temperature ideali, nessun rischio di shock termico, nessun gelo. Ed è il momento in cui si toglie il carico di foglie prima che l'inverno lo compatti contro il telaio. È la finestra decisiva per collina e Appennino.

L'eccezione che vale sempre. Se c'è guano, non si aspetta la stagione giusta. Il guano è acido e ogni settimana in più significa vetro più difficile da recuperare. Si va, alle sei del mattino se serve.

La neve, che non è sporco

Un'ultima cosa, perché ce la chiedono ogni inverno: la neve sui pannelli non va tolta. Sciogliendosi scivola via da sola, e i moduli sono progettati per il carico. Salire su un tetto innevato per spalare neve dai pannelli è, in termini di rischio contro beneficio, una delle cose meno sensate che si possano fare.

L'unica avvertenza è che sciogliendosi la neve trascina i detriti verso il bordo basso e li compatta lì. Ecco perché in Appennino serve un passaggio a primavera: non per la neve, per quello che la neve ha lasciato.

Domande frequenti

Posso pulire i pannelli con l'idropulitrice in una giornata calda?

È il modo più efficace di combinare due errori. L'alta pressione spinge acqua nei sigillanti perimetrali e nelle scatole di giunzione; il getto freddo su vetro a 65 °C crea uno shock termico. Se proprio, acqua a bassa pressione e solo al mattino presto.

Devo togliere la neve dai pannelli?

No. Scivola via da sola sciogliendosi e i moduli sono dimensionati per reggerne il carico. Salire su un tetto innevato è pericoloso e il beneficio è trascurabile, visto che a dicembre la produzione è comunque minima.

Hai un dubbio sul tuo impianto?

Descrivi la situazione al telefono. Se non serve un intervento te lo diciamo: è più utile per entrambi.

051 091 3820 Lun–Sab 8:00–19:00 · preventivo gratuito e senza impegno
Pannelli da pulire o un preventivo da fare?Chiama e descrivici l'impianto, oppure compila il modulo: ti ricontattiamo presto.
051 091 3820